martedì 25 giugno 2019

Storia del bovino

La razza Chianina ha origini antichissime. 
Scartata l'ipotesi secondo la quale essa sarebbe una derivazione del bovino podolico, ammettendo al massimo un'immissione di questo ceppo in epoca lontana a giustificazione del colore fromentino dei vitelli alla nascita e della pigmentazione apicale che la caratterizza, la Chianina, autoctona della Valle da cui prende il nome, è la diretta discendente del bovino vastus et albus, di cui ci parla Columella, presente già parecchi secoli prima di Cristo nella regione umbro-sabina (Giuliani, 1954). 
Già in epoca preromana, ma soprattutto durante l'Impero, venivano sacrificati agli Dei bovini bianchi, allevati, secondo gli scrittori dell'epoca, nell'attuale Umbria; gli stessi usati più tardi anche per i trionfi dei Cesari. 
Questi bovini bianchi, scrive il Giuliani, sembra fossero allora allevati, insieme ad altri più rustici e di pelame fulvo nella Campania e nell'Umbria, specialmente nella Valle del Clitunno, le cui acque secondo la leggenda, ne rendevano candido il mantello. 
In numerosi scavi effettuati in Umbria e Toscana sono venuti alla luce vasi, cornicioni, monete raffiguranti bovini o teste di bovini molto somiglianti ai Chianini specialmente per quanto concerne la testa leggera e brachicefala con corna piccole. Il "toro italico", rame monetario del Lazio databile intorno ai primi anni del IV secolo a.C., presenta proprio le caratteristiche di un Chianino (Giuliani, 1954). 
Dei bovini Chianini si trova testimonianza nei testi dei georgici e dei poeti latini. Sono raffigurati in bronzi di epoca etrusca e romana ed in numerosi bassorilievi, tra cui famoso è quello presente nell'arco di Tito a Roma.
Con il collasso dell'organizzazione politica dell'Impero e la paralisi della gestione del suolo e del sistema di regimazione delle acque, la Val di Chiana subì il progressivo impaludamento, culminato nei secoli XII e XIII per effetto dei dissesti ambientali conseguenti ai dissidi politici, alle guerre intestine ed alle invasioni barbariche. 
Il perdurare dell'incuria e del dissesto idrogeologico portarono alla decadenza dell'agricoltura ed alla rarefazione dei "bovini gentili dal mantello bianco, sostituiti da bovini più rustici" con il mantello "rossigno" (Marchi e Mascheroni, 1925). 

La rinascita della razza iniziò tra la fine del 1700 e la prima metà dell'800 parallelamente alla grandiosa bonifica approntata dal Fossombroni e con la costituzione delle fattorie appoderate.Nella prima metà del secolo appena trascorso l'opera di bonifica poté dirsi ultimata e l'agricoltura progredire. 
Nel 1932, su iniziativa del prof. Giuliani, venne istituito il Libro Genealogico della Chianina ed attivato il programma di selezione morfo-funzionale che in breve tempo portò al miglioramento della razza (Giuliani R., 1932).

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